
Da domani Apple dovrà rimboccarsi le maniche, il vuoto lasciato da Steve Jobs non sarà facilmente colmabile e, anche se godrà dei suoi benefici ancora per un po’ di tempo, la casa della mela dovrà dimostrare di saper portare avanti la ricerca e l’innovazione con lo stesso spirito e le stesse energie che Jobs ha saputo trasmettere in questi anni.
Jobs ci ha abituato a show sorprendenti guidati con grande caparbietà e lucidità, ci ha sbalordito con la sua capacità di mettersi in gioco in prima persona ponendo l’accento su ciò che mostrava e non su se stesso, i semplici jeans con la maglietta nera ne sono la più lampante dimostrazione.
Ma soprattutto ha saputo portare quel cambiamento di cui Apple aveva bisogno (non dimentichiamoci che la casa di Cupertino ha visto anni davvero bui prima del suo ritorno, i Mac si vendevano con fatica e gli sviluppatori erano inchiodati dai limiti di MacOS 9) facendogli fare il più importante balzo tecnologico con l’introduzione di MacOS X.
Grazie ad esso infatti si sono spalancate le porte per gli sviluppatori i quali, favoriti dall’ambiente unix da cui deriva Mac OSX, hanno portato velocemente migliaia di applicazioni che sarebbe stato impossibile riscrivere per OS 9. Si è ottenuto finalmente un sistema operativo stabile, senza più bombe e fastidiosi crash si sistema, si è eliminato il problema dei virus e, grazie alla sua scalabilità, è stato possibile adattarlo a prodotti quali l’iPod, l’iPhone e infine l’iPad.
Il resto sono storie di successo fatte d’immagine, design e vendite in continua crescita (anche durante la crisi di quest’ultimo decennio) attraverso prodotti di tendenza non solo fatti con materiali e cura sopra la media, bensì capaci di sprigionare fascino e semplicità disarmanti.
Il fatturato ha continuato a salire fino a raggiungere nell’Agosto di quest’anno un primato impensabile, ovvero essere la più grande (in termini di volumi economici) azienda quotata in Borsa.
Speriamo che questi successi ci accompagnino ancora per molti anni e che i prodotti della “mela” continuino a stupirci per le loro innovazioni.
“Stay hungry, stay foolish”.
Grazie Steve
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