wikipedia: un’altro bavaglio alla libertà di espressione


Quando cerchi una parola o un termine che non conosci, la cosa più facile e immediata è fare un “salto” su Wikipedia; proprio oggi infatti, mentre esercitavo il diritto di libera ricerca sono incappato nell’home page di Wikipedia che presentava un’insolita e lunga lettera su sfondo verde e che cominciava pressappoco così: “Cara lettrice, caro lettore…”
Leggo con grande interesse ma sempre più disgustato dall’impoverimento culturale e dall’ottusità di questa classe politica che non sa più cosa inventarsi per impedire che l’informazione giri liberamente sulla rete. Non vi spiego nel dettaglio il decreto in oggetto, vi invito però a leggere integralmente la lettera tanto chiara quanto disarmante che illustra nel dettaglio cosa accadrà se la riforma venisse approvata.

In pratica, c’é un serio e fondato rischio che i blogger e tutti quei siti che fanno libera informazione (spesso a titolo gratuito) si vedano costretti a chiudere i battenti.
Il danno subito da tutti i cittadini che non potranno più fruirne sarà incalcolabile, l’inforamzione sarà sampre più lobby-guidata e l’immagine del nostro paese farà un’altro passo da gambero.

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